Il Terzo Mondo del IV Municipio
Via delle Valli ridiventa terra di favelas
di Alessandro Marchetti per Libero
Municipio che vai, degrado che trovi
Se ogni angolo di Roma ha la sua oasi di degrado, i residenti di viale Libia hanno quella di via delle Valli: terra di confine fra il quartiere africano, a sinistra della Nomentana, e la zona più a sud di Montesacro (quartiere inizialmente chiamato Espero). Proprio il viadotto della Valli, la bretella che congiunge via Libia con piazza Conca d’Oro, è diventato il tetto di una vera e propria baraccopoli improvvisata: venendo da via Conca d’oro in direzione via Salaria, poco prima dello svincolo per la Tangenziale Est si apre uno scenario di degrado e disperazione degno del Terzo Mondo. Tende, capanni e baracche erette con materiali di fortuna, ospitano decine e decine di nomadi che ne hanno fatto la loro riserva indiana.
L’odissea di via delle Valli
In principio, l’ingresso nel campo era delimitato da una recinzione metallica, ma da tempo ormai “ignoti” lo hanno rimosso per accedervi più facilmente, mettendo a repentaglio l’incolumità dei pedoni. Anche se il viadotto è una via di scorrimento, e il traffico pedonale è minimo, per rendere la pericolosità del tratto basti ricordare che a quell’altezza la scarpata finisce direttamente a strapiombo sulla ferrovia sottostante. L’allarme, lanciato dai residenti di viale Libia, è soprattutto per le condizioni igienico-sanitarie della zona: a ridosso della ferrovia ci sono discariche a cielo aperto create dagli zingari che abbandonano i loro rifiuti alimentari, carrelli, elettrodomestici smontati, biciclette e sacchi d’indumenti.
Infatti, per chi abita in viale Etiopia o in piazza Gondar, oltre al rischio per i propri portafogli, c’è un sottile ma perenne disagio di cui spesso non si parla per soprassedere: il tanfo.
La battaglia di Massimo Inches
Che l’insediamento conta già alcuni anni di permanenza, lo dimostra il fatto che alcuni rom, all’incirca una decina, sono gli stessi fatti sgomberare mesi fa dall’ingresso delle giostre, sul lato opposto del viadotto delle Valli. Insomma, un’altra piccola favelas all’amatriciana. La protesta dei residenti del Municipio IV è stata raccolta dal consigliere del PdL in Municipio II, Massimo Inches, che domenica scorsa ha denunciato il campo-nomadi, chiedendone lo sgombero, al comando della Polizia municipale ma soprattutto al sindaco, Gianni Alemanno, e al presidente della Commissione Sicurezza del Comune, Fabrizio Santori. «Abito a meno di cento metri da questo nuovo accampamento e mi sono esposto in prima persona, altre volte come adesso, ricevendo minacce personali e danneggiamenti alla mia auto», denuncia a Libero Inches, che aggiunge «il piano nomadi non deve trascurare assolutamente i nuovi micro-insediamenti che si stanno creando nella nostra città». Una denuncia che dalle parti del Campidoglio non hanno voluto ignorare, se lo stesso Santori ha assicurato che «tutte le aree del II e del IV Municipio occupate da accampamenti di nomadi sono monitorate da più di un anno e mezzo, e personalmente ho fatto inserire nel Piano Nomadi anche l’insediamento di via delle Valli: ora la priorità è lo sgombero del Casilino 900, per tutte le altre zone bisognerà aspettare il nulla osta del prefetto».
La risposta del Municipio IV
Chi però è chiamato in causa direttamente dalla denuncia di Inches, consigliere in un altro Municipio rispetto a quello di via delle Valli, è il presidente del IV, Cristiano Bonelli: «Massimo Inches farebbe bene a occuparsi del suo territorio che ha tanti problemi, perché in questo modo si confondono solo i residenti sulle competenze» spiega Bonelli che rivendica «l’attività del Municipio nell’aver ridotto al minimo gli insediamenti abusivi, così come con l’esercito e la municipale siamo intervenuti ben due volte sul ponte delle Valli. Ora si tratterà di sgomberare di nuovo quell’area nei prossimi giorni».




