Manuale sugli anni di piombo ad uso dei cineasti

Mentre aspettano di vedere il film (realizzato con i nostri quattrini)  di Renato De Maria su Sergio Segio, i cineasti più legati al filone farebbero bene a rivedersi almeno una volta questa bella storia italiana, firmata da Gianni Amelio.

Colpire al cuore è una metafora dell’Italia a cavallo fra i ‘70 e gli ‘80. Dove il terrorismo entrava nelle famiglie, spesso strisciando, filtrato come una perdita d’acqua. Insinuandosi nei rapporti fra padre e figlio,  minando a poco a poco la convivenza nelle famiglie.

Con una straordinaria prova del giovane (e sconosciuto) Fausto Rossi.  Con tutta la poesia di uno sguardo intimista sulla vita nelle periferie metropolitane (Milano e Roma principalmente) . Il privato, per raccontare il pubblico.

Amelio riesce a raccontare senza protagonismi, retoriche o ambizioni celebrative, cos’era il dramma del terrorismo. Senza per forza dover scomodare gli Alessandrini, i Tobagi, Occorsio, o i Donat Cattin.

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